PPA, Offtaking, Ritiro Energia: facciamo ordine!

FRANCESCO BENVENUTO

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    Il team Falck Renewables - Next Solutions è a disposizione per rispondere alle tue domande.

    Confermo di aver letto e compreso l’Informativa sul trattamento dei dati personali e:

    Buongiorno e benvenuto al nostro ospite di oggi, Francesco Benvenuto. Francesco, ti va di introdurti dicendoci chi sei e qual è il tuo ruolo, oggi, in Falck Renewables?

    Certo! Io sono Francesco Benvenuto e sono il responsabile dell’area di Energy Management di Falck Renewables. Falck Renewables è un produttore di energia rinnovabile ha deciso, un po’ di tempo fa, di internalizzare la gestione, ottimizzazione e il dispacciamento dei propri impianti. In questo modo abbiamo sviluppato competenze e capacità in materia di gestione degli impianti. Con il tempo poi abbiamo ritenuto opportuno mettere a disposizione di controparti terze le nostre capacità, le nostre skills e quindi abbiamo – pian piano – iniziato ad offrire le soluzioni che noi abbiamo testato, provato e valorizzato sui nostri impianti, anche su impianti terzi, in Italia e all’estero, principalmente in UK.

    Ci spieghi la differenza tra ritiro dell’energia, Off-taking, PPA e Corporate PPA?

    Partiamo dal principio: questi contratti, da un punto di vista di servizio reso e coperto, sono molto simili. Quello che cambia è la durata e le finalità del contratto.

    Partiamo dall’Off-taking. I contratti di ritiro energia (dunque Off-taking) sono l’alternativa del mercato libero al Ritiro Dedicato del GSE. Questi contratti sono stipulati tra un produttore di energia rinnovabile e un soggetto chiamato Off-Taker – che nel nostro caso è la Falck Next Energy – che ritira elettricità prodotta dall’impianto ad un prezzo che può essere fisso, variabile, indicizzato, e l’indicizzazione è condivisa e in qualche modo decisa con il cliente.

    Il vantaggio di questo contratti rispetto alla soluzione del Ritiro Dedicato è innanzitutto il vantaggio economico, perché le condizioni economiche sono più competitive, ma soprattutto c’è maggiore flessibilità, perché all’interno del contratto di fatto l’Off-taker propone al produttore diverse formule, diverse flessibilità che consentono di massimizzare il valore dell’energia prodotta e anche di minimizzare i rischi. In più noi come Falck Next Energy in genere offriamo dei servizi aggiuntivi, in materia di informativa sull’evoluzione normative, regolatorie, del contesto di mercato e ci facciamo carico di tutti gli adempimenti burocratici, reportistici legati all’impianto per semplificare, facilitare e alleggerire la vita del produttore.

    La differenza sostanziale tra un contratto di Off-Taking standard e un PPA è la durata. I contratti di Off-Taking hanno una durata in genere di 1, 2, 3 anni, anche perché i produttori cercano di rinnovare di anno in anno le condizioni commerciali per cercare di migliorarle.

    I contratti PPA (Power…) esistono nel mercato da sempre, sono usati in altri ambiti, sono stati stipulati all’interno del settore delle commodities e quindi dell’oil e del gas e adesso sono diventati una norma anche per le rinnovabili. Perché? Perché oggi le rinnovabili sono degli impianti che devono remunerarsi sul mercato. Di conseguenza sono degli impianti la cui redditività è esposta alla volatilità dei mercati.

    Non hanno più – o parzialmente – delle forme di supporto, di incentivo, e quindi chi investe in rinnovabili si deve confrontare con l’erraticità dei mercati. Al fine di mitigare questo rischio, i produttori, chi investe in rinnovabili, stipulano dei contratti la cui durata in questo caso è di 7, 8, 10, 15 anni con dei clienti o con delle altre utilities, per stabilizzare parte dei propri ricavi attraverso la sottoscrizione di contratti che in genere prevedono un prezzo fisso. Anche se tendenzialmente oggi la gamma dei prodotti che vengono commercializzati è più ampia, quindi i contratti non sono semplicemente dei contratti a prezzo fisso ma possono essere dei contratti che prevedono diverse formule di prezzo. L’obiettivo ultimo per il produttore è comunque la visibilità sui propri ricavi. Questo consente di ridurre il rischio di investimento e di accedere a forme di finanziamento perché grazie alla stabilità dei propri ricavi, il produttore ha maggior accesso alle forme di finanziamento e può negoziare dei termini migliori all’interno di questi contratti di finanziamento.

    Ovviamente il vantaggio è simmetrico perché un cliente che sottoscrive un contratto di questo tipo, ha la possibilità di approvvigionare una parte della propria energia a prezzi competitivi rispetto al mercato, ridurre il rischio e dunque è meno esposto agli spike di prezzo e soprattutto contribuisce in maniera attiva allo sviluppo delle rinnovabili.

    Perché le aziende, le corporate, dovrebbero decidere di aderire a questa formula e stipulare Corporate PPA?

    Gli obiettivi sono molteplici. Oggi siamo tutti motivati e protesi verso un forte cambiamento industriale, energetico e quindi dell’economia. Si parla spesso di transizione energetica/ecologica, ma questa transizione può avvenire solo se tutti contribuiamo, quindi i produttori ma anche i consumatori.

    Un’azienda che sottoscrive un PPA, oltre al vantaggio economico, o comunque ai vantaggi in termini di mitigazione del rischio prezzo, contribuisce in maniera attiva al processo di transizione ecologica perché grazie alla sottoscrizione di questo contratto facilita e permette ai produttori e agli investitori di accedere a queste formule di finanziamento e questo accelera lo sviluppo del processo di decarbonizzazione tramite lo sviluppo di energie rinnovabili. Ci sono anche dei ritorni di immagine che possono essere valorizzati, perché sottoscrivendo un PPA il cliente riesce ad associare e a tracciare il proprio consumo e a collegarlo ad un impianto specifico e quindi può giustificare e dimostrare ai propri clienti il proprio impegno e quindi il ruolo che sta assumendo nel processo di decarbonizzazione e mostrare in maniera tangibile l’origine e la provenienza dell’energia consumata, che non è soltanto green ma è anche energia associata ad un impianto specifico situato in una zona specifica del territorio italiano o estero (a seconda della scelta del cliente).

    Cos’è che in questo ambito fa la differenza quando si deve scegliere l’Off-taker o il partner per un PPA?

    Un contratto PPA si potrebbe assimilare a un contratto matrimoniale, perché parliamo di un contratto la cui durata è 7, 10, 12 anni e per un contratto di questo tipo le due parti devono essere solide, affidabili, devono prendere un impegno che devo mantenere nel tempo e quindi più che un contratto è una sorta di partnership. Affinché questa partnership riesca, il contratto deve essere ben strutturato. Quando nasce, le due parti si incontrano e si mettono d’accordo sui termini economici, ma questo è il primo passo. Poi il contratto deve prevedere tutta una serie di clausole che devono garantire la tenuta e solidità del contratto nella durata, perché in 10, 12 anni il contesto di mercato, il contesto macroeconomico, il contesto regolatorio può cambiare e quindi questo contratto deve essere solido se confrontato ai possibili scenari evolutivi che potrebbero realizzarsi durante la vita del contratto.

    Ovviamente per stipulare un nuovo contratto ci vuole competenza, chiarezza, trasparenza, ed è necessario il coinvolgimento di altre aree aziendali: la negoziazione inizia tra il dipartimento di energy management del produttore e in generale il dipartimento acquisti o di energy management del cliente; poi deve però coinvolgere anche l’area legale, l’area finanziaria, il dipartimento fiscale, la comunicazione, il marketing…perché questo contratto coinvolge tante aree aziendali.

    Noi come Falck abbiamo sviluppato una profonda esperienza in materia di PPA, perché essendo un investitore in rinnovabili che opera su diversi mercati, noi abbiamo iniziato a sottoscrivere contratti PPA nei mercati esteri e soprattutto nel mercato europeo dove si sono sviluppati per primi, quindi il mercato del Nord Europa. A seguito di questa esperienza abbiamo iniziato a fare dei contratti in Spagna, che è un’altra nazione che forse prima dell’Italia ha iniziato a utilizzare questa formula contrattuale come strumento di diversificazione e bancabilità dei progetti. Infine, abbiamo portato la nostra esperienza maturata all’estero anche in Italia. Noi siamo forse il primo operatore per contratti sottoscritti in Italia, il primo vero PPA è stato fatto da Falck Renewables. Quest’anno ne abbiamo chiusi tre, e ne abbiamo in negoziazione una decina di contratti. Ci auspichiamo quindi che nei prossimi mesi potremo annunciare nuovi contratti perché per noi oggi il PPA è diventato una best practice e quindi siamo pronti per assecondare le richieste di ogni tipologia di controparte.

    Grazie Francesco, per averci spiegato queste formule, fondamentali e di interesse sia per i produttori, sia per i consumatori d’energia.