Report di Sostenibilità e Dichiarazione Non Finanziaria: cosa sono e cosa cambia tra i due?

FEDERICA INZOLI

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    Confermo di aver letto e compreso l’Informativa sul trattamento dei dati personali e:

    Ciao e benvenuta alla nostra ospite di oggi, Federica Inzoli.

    Questa volta intervistiamo una collega del nostro Gruppo e affrontiamo un tema tanto interessante da essere quasi abusato in questo periodo, la sostenibilità. Parleremo in particolare della reportistica dedicata alla sostenibilità. Federica, prima ti va di presentarti e dirci di cosa ti occupi?

    Buongiorno,sono Federica Inzoli, sono entrata in Falck Renewables nel gennaio 2021 e mi occupo di Sostenibilità e, nel caso specifico, ho recentemente curato la pubblicazione del Report di Sostenibilità, che dal 31 marzo è disponibile per essere consultato e scaricato da tutti dal sito del Gruppo Falck Renewables.

    Partiamo proprio dalla base. Cito da wikipedia la definizione di sostenibilità: La sostenibilità è la caratteristica di un processo o di uno stato che può essere mantenuto a un certo livello. In ambito ambientale, economico e sociale, essa è il processo di cambiamento nel quale lo sfruttamento delle risorse, il piano degli investimenti, l’orientamento dello sviluppo tecnologico e le modifiche istituzionali sono tutti in sintonia e valorizzano il potenziale attuale e futuro al fine di far fronte ai bisogni e alle aspirazioni dell’uomo. Il principio guida della sostenibilità è lo sviluppo sostenibile, che cosa significa?

    Parto anche io citando una fonte autorevole e cioè Il rapporto Brundtland (conosciuto anche come Our Common Future), che è un documento pubblicato nel 1987 dalla Commissione Mondiale sull’Ambiente e lo Sviluppo (WCED) in cui, per la prima volta, venne introdotto il concetto di sviluppo sostenibile. La definizione che viene data al concetto di “sviluppo sostenibile” è la seguente:

    «Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri».

    Non si parla dunque dell’ambiente in quanto tale, ma ci si riferisce al benessere delle persone, e quindi anche alla qualità ambientale; viene quindi messo in luce quindi un principio etico fondamentale: la responsabilità da parte delle generazioni d’oggi nei confronti delle generazioni future, toccando almeno due aspetti dell’ecosostenibilità: il mantenimento delle risorse e dell’equilibrio ambientale del nostro pianeta.

    Oggi parleremo in particolare di due documenti legati al mondo della sostenibilità e tematiche ESG che possono generare qualche incertezza in merito alla loro finalità: report di sostenibilità e dichiarazione non finanziaria. Di quali strumenti stiamo parlando e in che cosa si differenziano?

    Il Report di sostenibilità è uno strumento comunicativo che descrive in modo trasparente a stakeholder sia interni sia esterni la performance aziendale rispetto agli obiettivi di sviluppo sostenibile di una azienda, allineati con gli obiettivi strategici. È fondamentale per raccontare in modo completo il valore generato dalle attività dell’azienda, sul fronte economico, ambientale, sociale e umano. Dichiara gli impegni presi nei confronti dei temi che per un’azienda sono materiali e rilevanti in ottica sostenibile, le azioni intraprese per soddisfarli, ed i risultati di sostenibilità conseguiti. Ad oggi, la natura dei rapporti di sostenibilità è volontaria. In Falck Renewables pubblichiamo questo documento dal 2018.

    La Dichiarazione non Finanziaria (DNF per brevità) rendiconta gli argomenti salienti per l’azienda in chiave ESG (Environmental, Social and Governance) seguendo uno schema definito a livello legislativo (Decreto Legislativo 254 del 2016). L’obiettivo è quello di garantire la massima trasparenza e una maggiore accessibilità alle informazioni di natura non finanziaria a tutti gli stakeholder. Ha una struttura meno flessibile del Report e, a sua differenza, la pubblicazione è obbligatoria per le aziende di interesse pubblico con più di 500 dipendenti e con uno stato patrimoniale superiore a 20 milioni o ricavi di almeno 40 milioni di euro. In Falck Renewables pubblichiamo questo documento dal 2021.

    Perché le aziende producono un Report di Sostenibilità? Come avviene il processo di raccolta dati e informazioni? Inoltre, come avviene questo processo nel caso della Dichiarazione non Finanziaria?

    Per entrambi i documenti si tratta di un grande lavoro di team working prolungato nel tempo, utile anche ai colleghi per valorizzare le azioni che l’azienda mette in atto per perseguire gli obiettivi di sostenibilità, in un’ottica di continuo miglioramento. Certamente si tratta di un risultato che si può ottenere nel momento in cui, a livello aziendale, esiste una cultura della sostenibilità. La reportistica viene fatta su base annuale, per raccontare i risultati dell’anno precedente. Il processo si compone di molti passaggi. È innanzitutto fondamentale che siano chiari e definiti i cosiddetti temi materiali. Si tratta di tematiche che in qualche modo risultano collegate all’attività dell’azienda, e che quindi sono di interesse e per l’azienda, e per gli stakeholder esterni. Di conseguenza, per identificare tali temi, è necessario un lavoro di coinvolgimento e ascolto di stakeholders interni ed esterni, che sono dipendenti, clienti, fornitori, comunità locali, comunità finanziaria, e così via. Questi temi identificano in un certo senso il perimetro entro quale il business deve muoversi, e aiutano a definire degli obiettivi quantitativi e qualitativi. Definiti obiettivi ed azioni, a quel punto per l’azienda comincia un percorso necessario per raggiungere gli obiettivi, e la reportistica di sostenibilità rappresenta lo step finale, tramite la quale si comunicano i risultati raggiunti. Per comunicare i risultati ci si può avvalere di dati quantitativi e qualitativi. Lo scopo è comunicativo.

    Come per il Report di Sostenibilità, anche la DNF è pubblicata su base annuale, e per redigerla è fondamentale il coinvolgimento di numerosi stakeholder interni. Per seguire le richieste del regolatore l’azienda deve presentare le informazioni avendo a riferimento standard ben precisi e definiti a livello internazionale, come ad esempio quello definito dal Global Reporting Initiative (GRI), un ente internazionale senza scopo di lucro nato con il fine di definire standard di rendicontazione della performance sostenibile delle organizzazioni. Gli standard che costituiscono tale framework di reporting sono sia di carattere generale sia di carattere specifico per definire l’ambito economico, ambientale e sociale. Tali standard descrivono quindi le tematiche ESG mediante dati quantitativi, la cui raccolta coinvolge numerose funzioni dell’organizzazione chiamate a contribuire e supportare nella misurazione degli impatti delle proprie attività. Questa raccolta di informazioni, dati, riscontri deve essere schedulata in modo efficace e sistematico prevedendo una fase di recall per confermare e validare quanto condiviso. Il nostro gruppo si è strutturato predisponendo una procedura e un manuale interno per la raccolta e validazione dei dati. Oltre a questo, trattandosi di un documento richiesti per legge, i dati sono soggetti a revisione di auditor esterni all’organizzazione, che ne convalidano la corretta misura e applicazione.

    Dichiarazione non finanziaria e Report di Sostenibilità sono due documenti che comunicano tra loro, andando a trattare entrambi tematiche connesse con la sostenibilità, ma con approcci e scopi differenti. Per quanto concerne la raccolta dei dati la funzione ESG reporting fornisce informazioni utili sia al report sia alla DNF: mentre il report di sostenibilità ha la possibilità di dare enfasi in modo differente ad alcuni risultati piuttosto che altri, la DNF si basa su una logica di rendicontazione seguendo, come dicevo prima, schemi definiti.

    Nel report di Sostenibilità di Falck Renewables sono stati individuati 4 capitali che sono un po’ i pilastri attorno a cui ruota il contenuto del documento. Ci spieghi un po’ come viene definita la struttura dei 2 documenti: Dichiarazione non finanziaria e Report?

    Per quanto riguarda il Report di Sostenibilità, come anticipavo, il primo passo riguarda l’identificazione dei temi materiali. Si tratta degli aspetti di maggior rilevanza per l’azienda e i suoi stakeholders, interni ed esterni. Sono tutte tematiche che hanno implicazioni in ambito di sostenibilità. L’identificazione di questi temi permette di definire un framework di riferimento che abbracci specifici obiettivi quantitativi e qualitativi. Noti gli obiettivi, un’azienda può quindi identificare le azioni necessarie al loro raggiungimento. Col Report si va poi a raccontare i risultati conseguiti. La rappresentazione dei contenuti del Rapporto può seguire, come succede in Falck Renewables, l’approccio cosiddetto per capitali, ispirato dallo ”International Integrated Reporting Framework”. Si identificano quindi delle macro-aree tematiche (dette appunto capitali) su cui il business impatta col proprio operato, che nel nostro caso sono Capitale Economico-Produttivo, Capitale Sociale-Relazionale, Capitale Climatico-Ambientale e Capitale Umano. L’obiettivo è raccontare l’impatto positivo e sostenibile su tali macro-aree.

    La DNF, espone argomenti connessi alle tematiche ESG, e la sua struttura (che come anticipato segue uno schema definito a livello legislativo) passa in analisi i seguenti argomenti:

    • Punto primo: descrizione del modello organizzativo e gestionale dell’azienda, passando per la presentazione del sistema normativo interno, del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, e dei sistemi di gestione certificati di Gruppo (Governance).
    • Punto secondo: descrizione degli aspetti ambientali che descrivono le politiche e strumenti gestionali in questo ambito, i consumi di energia e le emissioni, i consumi idrici e la tutela della biodiversità (Environment)
    • Punto terzo: racconto dei risultati legati alle azioni inerenti alla gestione del personale, dando evidenza sia dei dati occupazionali e dello sviluppo delle risorse umane trattando anche i temi della sicurezza del lavoro. Infine, nell’ambito degli aspetti sociali indichiamo anche gli impegni presi con le comunità e i risultati raggiunti (Social). La versione di quest’anno presenta, rispetto alle richieste del Decreto, l’analisi della Tassonomia europea (ovvero le attività eleggibili ai fini del contrasto al cambiamento climatico) e l’analisi dei rischi legati (sempre) al cambiamento climatico.

    Il comune denominatore dei documenti è il riferimento a dei principi di rendicontazione internazionali (GRI) come vi accennavo prima.

    Che differenza fa, nei confronti degli stakeholders, avere o non avere della reportistica di questo tipo?

    La reportistica di sostenibilità è un documento redatto su base volontaria. Rappresenta pertanto un grande sforzo (sia per il processo che porta alla sua pubblicazione, che per l’esposizione che ne deriva) che l’azienda fa in ottica di trasparenza e serietà, al fine di comunicare e dimostrare il proprio impegno nelle tematiche di sostenibilità. I dati comunicati nella reportistica di sostenibilità, però, non necessitano di essere validati da esterni (a meno che siano condivisi dalla Dichiarazione Non Finanziaria, dove invece il processo di auditing è obbligatorio). Per gli stakeholders rappresenta un modo per venire a conoscenza dell’impegno e dei risultati di sostenibilità di un business.

    La dichiarazione non finanziaria è invece prevista dalla legge in casi specifici, ma comporta un impegno molto serio da parte di tutto il business dal momento che si rendono pubbliche molte informazioni che toccano tematiche sensibili e che dimostrano le prestazioni dell’azienda. I dati sono sottoposti a controllo e validazione esterna. È quindi un documento di grande interesse soprattutto per uno stakeholder finanziario propenso ad investire in aziende che testimoniano serietà e impegno nei confronti di tematiche di Responsabilità Sociale d’impresa. L’attrattività di un’azienda per il mercato si misura infatti ormai non solo dalla solidità finanziaria, ma anche dall’integrazione della responsabilità sociale d’impresa nella strategia aziendale.

    Allora grazie anche a te Federica, per essere stata così chiara e averci spiegato la funzione di due strumenti di cui spesso si parla ma di cui non penso che, tutti coloro che hanno ascoltato questo podcast, conoscessero la differenza.