CCI e Osservabilità: che cosa fare.

MARTINA RAVASI

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    Il team Falck Renewables - Next Solutions è a disposizione per rispondere alle tue domande.

    Confermo di aver letto e compreso l’Informativa sul trattamento dei dati personali e:

    Ciao e benvenuta alla nostra ospite di oggi, Martina Ravasi. Martina, come con gli altri ospiti che ti hanno preceduto ti chiedo di presentarti e spiegarci di che cosa ti occupi all’interno di Falck Renewables.

    Certo, io sono Martina Ravasi e il mio job title dice “Technical and Regulatory Senior Consultant” per Energy Team, una delle società del Gruppo Falck. Di fatto mi occupo di consulenza tecnico-regolatoria sia per le aree interne all’azienda, sia per i clienti terzi. Diciamo che il mio lavoro sostanzialmente consiste nello studiare e consultare l’attività di regolamentazione delle infrastrutture e dei mercati che è posta in capo ad Area, cioè l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e tutto ciò che ne consegue. Una volta che le regole del gioco vengono definite in maniera univoca, io mi occupo di trasmetterle sia internamente che verso altri soggetti.

    Veniamo a noi…Negli ultimi anni la diffusione di produzione distribuita, soprattutto da fonte rinnovabile, ha reso necessaria l’introduzione di nuove normative atte a rendere visibili e monitorabili anche gli impianti di produzione di media taglia connessi alla rete di distribuzione. È corretto?

    Sì. Faccio una breve premessa per chiarire in che contesto ci troviamo: negli ultimi anni il parco generazionale del nostro Paese sta cambiando in maniera sostanziale. Come tutti sappiamo, la generazione da fonte rinnovabile è aumentata molto. Negli ultimi 15 anni siamo passati da circa 4 a più di 30 GW di installato tra fotovoltaico ed eolico. Contestualmente la produzione da fonti tradizionali si sta via via riducendo e questo succede sia a causa degli importanti obiettivi di decarbonizzazione fissati dal PNIEC, tra cui il phase-out del carbone, che a causa degli elevati costi delle materie prime che le fonti tradizionali devono sostenere e che, di fatto, le rendono meno competitive di quelle rinnovabili.

    Nei prossimi anni ci si aspetta che il trend si mantenga e che, per rispettare gli obiettivi sfidanti del PNIEC, la produzione da fonte rinnovabile sia sempre più significativa. Secondo gli obiettivi del PNIEC dovremmo installare altri 60GW entro il 2030 tra fotovoltaico ed eolico.

    Questa evoluzione si porta dietro tutta una serie di complessità tecniche non indifferenti. Ad esempio, gli impianti fotovoltaici sono di tipo statico, mentre la generazione tradizionale presenta parti rotanti. Questa particolarità implica che il contributo del fotovoltaico per alcuni servizi della rete elettrica, come ad esempio la regolazione di frequenza o il contributo all’inerzia, sia praticamente nulla. Da qua la necessità di Terna di monitorare tutti gli impianti: fino ad oggi gli impianti monitorati erano principalmente quelli in alta e altissima tensione, ovvero le grandi centrali connesse alla rete di trasmissione, mentre oggi la produzione si sta spostando a monte. Se si consultano i dati di Terna emerge che la potenza connessa alla rete di distribuzione raggiunge quasi il 30% dell’installato del Paese. Qui arriviamo a noi: fino ad oggi non c’era la necessità di monitorare gli impianti sulla rete di distribuzione perché, a livello sistemico, non c’era questa necessità per mantenere in sicurezza il sistema elettrico, ma ad oggi, con 30 GW su 110 totale di installato, è diventato necessario fare qualcosa sulla rete di distribuzione. Questo qualcosa è stato definito nella delibera 540/2021/R/ee di Arera dove viene ufficialmente e definitivamente richiesto il monitoraggio in tempo reale degli impianti in media tensione, in particolare quelli con potenza maggiore o uguale a 1 MW.

    Questo provvedimento coinvolge più di 10 GW di potenza installata sul territorio italiano e obbliga i titolari di impianti, entro il 31 gennaio 2024, a rilevare i dati tramite uno strumento chiamato Controllore Centrale di Impianto e trasmetterli all’impresa distributrice.

    Un termine tutto sommato vicino per cui le aziende devono affrettarsi ad adeguare i loro impianti. Ma perché, se sono il titolare di un’azienda, dovrei farlo?

    Al di là delle ragioni sistemiche di cui abbiamo parlato, possiamo aggiungere che l’Autorità ha previsto, per impianti esistenti, l’erogazione di un contributo forfettario per l’adeguamento degli stessi. La dimensione del contributo varia in base alle tempistiche di adeguamento: prima ci si adegua e maggiore sarà il contributo. Nello specifico il corrispettivo è stato fissato a:

    • 10.000€ se gli interventi di adeguamento vengono completati entro il 31 marzo 2023;
    • 7.500€ se gli interventi di adeguamento vengono completati entro il 30 giugno 2023;
    • 5.000€ se gli interventi di adeguamento vengono completati entro il 30 settembre 2023;
    • 2.500 se gli interventi di adeguamento vengono completati entro il 31 gennaio 2024.

    Questo vale per gli impianti esistenti, che sono quelli entrati in esercizio entro il 30/11/2022. Per questi impianti, che non erano obbligati all’installazione di un Controllore, l’Autorità ha previsto che chi non si adeguerà nei tempi previsti, non sarà più in regola e quindi rischierà di perdere gli incentivi di cui attualmente sta beneficiando.

    Invece, per gli impianti nuovi, cioè quelli che entreranno in esercizio a partire dal 30/11/2022, non è previsto alcun contributo, perché per loro il Controllore Centrale d’Impianto sarà previsto in dotazione già dalla messa in servizio.

    Come fare dunque per adeguare l’impianto ed accedere al contributo? Hai citato un controllore centrale d’impianto, che cos’è nello specifico?

    L’aspetto fondamentale del Controllore è il monitoraggio degli impianti. Quindi il Controllore Centrale di Impianto invia al distributore informazioni di potenza attiva e reattiva.

    Inoltre, il CCI è un dispositivo che permette sia di monitorare la produzione che di eventualmente controllare l’impianto e partecipare ai futuri progetti pilota della distribuzione, rendendolo un attore attivo nel bilanciamento della rete (ovviamente anche in questo caso sotto adeguata remunerazione). Per fare tutto questo il Controllore parla, da un lato, con le unità di produzione sottese all’utenza, dall’altro con il distributore attraverso uno specifico protocollo di comunicazione, il 61850 Secure. Tutte le specifiche dell’apparato si trovano all’interno della norma CEI di riferimento, la 0-16, nello specifico negli allegati O e T della Norma.

    Aldilà dell’obbligo, questo sistema di acquisizione dati è pensato in ottica futura come unico strumento per la comunicazione verso distributore e Terna con l’obiettivo di fornire servizi di bilanciamento come la regolazione di tensione o la regolazione secondaria di frequenza. L’idea è quella di cogliere l’occasione di una necessità, come quella di monitoraggio, e renderla un’opportunità per futuri sviluppi di business utili per la sicurezza della rete.

    Io che lavoro in questo settore, ma non sono un tecnico, devo dire che ho capito ma mi rimangono ancora un paio di dubbi. Se – come immagino – un produttore di energia (sia che si parli di aziende, sia che si parli di produttori) dovesse essere confuso quanto me, cosa dovrebbe fare?

    La risposta può sembrare autoreferenziale ma è abbastanza “obbligata”: in questi casi è necessario rivolgersi a un partner che sia in grado di supportarti, meglio se in tutto il processo.

    Energy Team prevede: la fornitura di un gruppo di acquisizione e remotizzazione misura al POD; una serie di attività di controllo e verifica del corretto funzionamento degli strumenti di campo; la fornitura del Controllore Centrale d’Impianto e il relativo supporto all’installazione, così come il supporto nel processo di richiesta di contributo nei confronti dell’Autorità.

    Ma possiamo anche andare oltre: siamo in grado di prevedere la gestione dell’assistenza e manutenzione; la gestione della comunicazione verso il distributore; l’accesso all’APP del nostro portale CloE, dedicata agli impianti produzione; inoltre siamo in grado di prevedere un aggiornamento continuo sulla normativa vigente tramite consulenze e sulle possibili opportunità di realizzare ricavi tramite i servizi per il DSO.

    Grazie Martina, è evidente che anche questo processo – come altri che abbiamo affrontato nel nostro podcast – prevede fasi e procedure che è meglio siano seguite da professionisti, come noi ma come sicuramente molti altri nel mercato.

    Certo, ma nel dubbio meglio chiamare noi! Grazie a te e buona giornata.